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Guida alla scelta dell’ascigatrice

L’asciugatrice è ormai un elettrodomestico indispensabile, soprattutto per le famiglie con bambini che hanno esigenza di asciugare i propri capi durante la stagione invernale.

Segui questi consigli per trovare l’asciugatrice più adatta a te

1. Tecnologia

Un primo fattore da considerare nella scelta dell’asciugatrice è senza dubbio la tecnologia su cui il funzionamento di questa macchina si basa. Il concetto chiave è sempre lo stesso, ovvero il riscaldamento dell’aria prelevata dall’esterno e la successiva ventilazione all’interno del cestello. Ci sono però due diversi modi in cui l’aria calda viene generata e vale la pena conoscerli poiché vi sono significative differenze di consumo energetico tra le due tipologie.

Asciugatrici ventilate

Questo tipo di asciugatrice appartiene perlopiù alla vecchia generazione, e dal punto di vista meccanico è una macchina molto semplice: l’aria prelevata dall’esterno viene fatta passare attraverso una resistenza elettrica molto calda e immessa poi nel cestello. Data la semplicità tecnologica, questa è la tipologia di asciugatrice più economica all’acquisto, tuttavia, come si può ben immaginare, i consumi energetici sono molto elevati e possono vanificare in breve tempo il risparmio iniziale. Normalmente non troverete specificato nei dati tecnici se l’asciugatrice che state considerando appartenga a questa tipologia, a differenza di quanto accade per le asciugatrici a pompa di calore. In mancanza di altre indicazioni, potete essere certi che un’asciugatrice che non abbia una pompa di calore e si trovi in fascia energetica A o inferiore appartenga alla tipologia ventilata.

Asciugatrici con pompa di calore

Questa seconda e più moderna tipologia di asciugatrice si distingue dalla precedente in quanto l’aria calda viene generata da una pompa di calore interna alla macchina. Questa soluzione è notevolmente più complessa della precedente dal punto di vista tecnologico, e per questo motivo le asciugatrici con pompa di calore sono più costose rispetto a quelle ventilate. D’altra parte, però, il consumo energetico di una pompa di calore è di gran lunga inferiore rispetto a quello richiesto dal riscaldamento di una resistenza: per questo, già dai primi anni di utilizzo, un’asciugatrice con pompa di calore ripaga ampiamente l’investimento fatto all’acquisto. Non a caso, le asciugatrici in fascia energetica più alta, dalla classe A+ in su, appartengono proprio a questa tipologia.

C’è però anche un’ulteriore distinzione tipologica da tenere in considerazione sia per le asciugatrici ventilate che per quelle con pompa di calore: la differenza tra asciugatrici a condensazione e asciugatrici ad espulsione o evaporazione.

Asciugatrici a condensazione

Questo tipo di asciugatrice è caratterizzato dalla presenza al suo interno di un condensatore, il cui compito è quello di condensare il vapore generato dall’asciugatura della biancheria al fine di raccoglierlo sotto forma di acqua in una vaschetta o serbatoio. Questa soluzione, sebbene rappresenti un costo all’acquisto leggermente più elevato (come nel caso delle asciugatrici con pompa di calore), presenta il grande vantaggio di permettere l’installazione dell’asciugatrice ovunque si voglia vicino a una presa di corrente, senza dover provvedere all’attacco per lo scarico dell’acqua. L’unica incombenza che questo tipo di asciugatrice comporta è lo svuotamento periodico della vaschetta di raccolta della condensa.

Asciugatrici ad espulsione o evaporazione

Quest’altro tipo di asciugatrice, come si può facilmente intuire, non è dotato né di un condensatore né, di conseguenza, di un serbatoio di raccolta della condensa: il vapore creato dall’asciugatura viene scaricato direttamente all’esterno della macchina attraverso un tubo. Questo tipo di asciugatrice, insomma, “fuma” durante l’uso. Una tipologia che potremmo definire ibrida prevede poi un passaggio di raffreddamento del vapore acqueo attraverso un condensatore, che viene poi comunque scaricato all’esterno, stavolta sotto forma di acqua. Questi tipi di asciugatrice sono più economici rispetto a quelli a condensazione e hanno lo svantaggio di richiedere la collocazione o in un punto della casa in cui il vapore di scarico non danneggi pareti o mobilio, oppure nei pressi di uno scarico (vasca o lavandino).

Vi sono anche ulteriori tipi di asciugatrice molto meno diffusi di cui non ci occuperemo in questa sede: le asciugatrici a gas e quelle a centrifuga. Le prime vengono alimentate a gas metano o GPL, e almeno nel primo caso possono rivelarsi meno dispendiose da usare rispetto a una qualunque tipologia di asciugatrice elettrica. L’ovvio svantaggio è naturalmente quello di doverle collegare alle tubature del gas, adattando gli attacchi della cucina o installandone di secondari. Le asciugatrici a centrifuga, invece, non sono altro che delle centrifughe ad alta velocità (circa 2500 giri al minuto) e bassissimi consumi elettrici, che estraggono l’acqua dai panni non diversamente dalla centrifuga della vostra lavatrice. Facciamo notare che i panni usciranno da questo tipo di asciugatrice comunque ancora umidi e bisognosi della stesura, e che di norma i capi delicati non dovrebbero essere mai centrifugati a velocità così alte. Questa è comunque una soluzione abbordabile per chi ha una vecchia lavatrice dalla centrifuga molto lenta e non può permettersene una nuova. Infine ricordiamo che in commercio è possibile trovare dei prodotti ibridi, che fungono sia da asciugatrici che da lavatrici: si tratta delle lavasciuga.

2. Consumi

Un tema molto sensibile che va assolutamente preso in considerazione al momento dell’acquisto di un’asciugatrice è quello dei consumi. Come abbiamo già accennato, l’avvento della tecnologia con pompa di calore ha permesso un notevole balzo in avanti in questo campo, abbattendo considerevolmente i consumi rispetto alla precedente generazione di asciugatrici ventilate. Le asciugatrici rientrano tra quegli elettrodomestici per i quali sussiste l’obbligo di etichettatura energetica: come vedremo più avanti, tale etichettatura facilita di molto la comprensione dei consumi e delle prestazioni della macchina. Approfondiamo le due tematiche osservando nel dettaglio consumi ed etichetta energetica.

Quanto consuma l’asciugatrice?

Come per altri grandi elettrodomestici, anche nel caso delle asciugatrici l’efficienza energetica dei vari modelli viene suddivisa in classi: la classe più alta, che corrisponde al minor consumo, è A+++, mentre la classe più bassa è D.
Il calcolo per l’assegnazione della fascia energetica viene effettuato secondo parametri stabiliti dalla UE: questi sanciscono che il riferimento deve essere quello di 160 cicli “standard” di asciugatura, sia a pieno che a mezzo carico. I consumi reali, naturalmente, possono differire a seconda della frequenza d’uso dell’asciugatrice e dal tipo di programmi che si usano. Come riferimento potete prendere la tabella sottostante che indica i consumi e i costi annui riferiti a un’asciugatrice a condensazione con pompa di calore dalla capacità di carico di 6 kg:

Classe

A+++

A++

A+

A

B

C

D

kWh/anno

< 141

141-187

188 – 246

247-381

382-445

446-498

> 499

€/anno

< 25

25-34

34-44

44-69

69-80

80-90

> 90

Naturalmente, le asciugatrici più piccole, da 5 kg di carico massimo, avranno consumi ancora sensibilmente inferiori, mentre al salire della capacità di carico (il massimo è di 10 kg) saliranno anche i consumi elettrici. Dovendo scegliere un’asciugatrice commisurata ai bisogni del vostro nucleo abitativo, dovete tenere presente che i modelli da 5 o 6 kg sono adatti all’asciugatura del bucato settimanale di due adulti, mentre le asciugatrici da 7-8 kg sono più indicate per i nuclei da quattro persone. Per i nuclei più numerosi, da 5 o più persone, sono infine indicate le asciugatrici da 9-10 kg.

Vediamo qui di seguito alcune delle funzioni più diffuse che è possibile trovare su un’asciugatrice:

  • Regolazione temperatura: questa funzione permette di regolare la temperatura di asciugatura in base ai panni da asciugare, ad esempio abbassandola per i capi dotati di stampe o inserti sensibili al calore, o alzarla per i capi più resistenti, come i jeans;
  • Autospegnimento: le asciugatrici moderne, più attente al risparmio energetico, si spengono da sole pochi minuti dopo il termine del ciclo di asciugatura;
  • Segnalatore acustico: laddove non sia presente la funzione di autospegnimento, di solito è presente un segnale acustico che annuncia il termine del ciclo;
  •  Display: la presenza di un display è di grande aiuto poiché visualizza in un solo colpo d’occhio le impostazioni correnti dell’asciugatrice;
  • Indicatore di progresso: ove sia presente un display, è spesso disponibile la visualizzazione del progresso del ciclo in corso, con informazioni quali il tempo rimanente al termine del ciclo e il tipo di ciclo che avete selezionato;
  • Funzione memoria: spesso le moderne asciugatrici conservano le ultime impostazioni utilizzate, così che non sia necessario riselezionare ogni volta il programma o le opzioni di uso più frequente;
  • Sensore di umidità: caratteristico dei modelli più sofisticati, questo permette alla macchina di regolare automaticamente il proprio funzionamento in base alle condizioni dei panni da asciugare;
  • Pulizia automatica: i migliori modelli presentano anche una funzione di pulizia automatica dei filtri e/o del condensatore;
  •  Funzione antirumore: i modelli di fascia alta possono anche presentare programmi o tecnologie particolari volte a ridurre al minimo le vibrazioni e il rumore emessi dall’asciugatrice in azione;
  • Selezione del livello di asciugatura: questa funzione è molto utile poiché permette di selezionare il livello di asciugatura che si vuole ottenere. Non sempre infatti è necessario che i capi siano completamente asciutti e alcuni tipi di tessuti potrebbero rovinarsi con un getto d’aria calda troppo intenso. Proprio per questo motivo i migliori modelli di asciugatrice consentono non solo di selezionare programmi dedicati, ma anche di scegliere l’intensità del getto d’aria;
  • Funzione antipiega: si tratta di una funzione che non è stata introdotta recentemente ma che ha subito una serie di evoluzioni tecnologiche importanti che l’hanno ottimizzata dal punto di vista energetico. Inizialmente a questa funzione era infatti legato un imponente impiego di energia elettrica che rendeva il suo utilizzo decisamente costoso. Grazie alle nuove tecnologie oggi è possibile attivare questa funzione senza che incida troppo sulla bolletta;
  • Smart control: alcuni modelli di asciugatrice sono dotati di di funzioni di connettività, quindi sarà possibile connetterli alla rete Wi-Fi di casa. Mediante applicazioni dedicate potrete controllare direttamente sul vostro dispositivo mobile l’attivazione e lo spegnimento dell’apparecchio. In alcuni casi, inoltre, potrete diagnosticare eventuali guasti o malfunzionamenti sfruttando sempre la stessa applicazione;
  • Risparmio energetico: si tratta di una funzione attivabile solitamente solo con il programma per i capi in cotone. La sua attivazione consentirà di effettuare il ciclo di asciugatura sfruttando un minor quantitativo di energia elettrica
  •  Asciugatura rapida: grazie a questa funzione potrete ridurre di molto i tempi di asciugatura. In alcuni modelli sarà possibile effettuare un ciclo completo in soli 30 minuti, così da avere la vostra biancheria pulita subito pronta all’uso. Tenete a mente, tuttavia, che anche questa funzione prevede un carico del cestello ridotto, per cui vi consigliamo di leggere il libretto informativo per i quantitativi massimi di indumenti;
  •  Timer: con la funzione timer potrete programmare l’orario di attivazione e di conseguenza quello di fine ciclo, una funzione ideale per coloro che vogliono far lavorare l’asciugatrice in determinati momenti del giorno così da ottimizzare costi e tempi;
  • Refresh: questa funzione permette di rinfrescare capi che non necessitano di un lavaggio. Sarà quindi possibile utilizzarla per eliminare cattivi odori, come quello del fumo o della frittura;
  • Funzione di sicurezza: le asciugatrici possono disporre infine di una funzione che permette di bloccare i tasti dei comandi, molto utile se si hanno bambini in casa poiché consente di evitare che il cestello si avvii erroneamente.

4. Programmi

Insieme alle funzioni è interessante valutare anche quali e quanti programmi siano disponibili sull’asciugatrice. Tanto più sofisticata è l’asciugatrice, tanti più programmi sono disponibili, e soprattutto tanto più è possibile adattarli alle proprie esigenze, ad esempio modificandone la durata o la temperatura. Vediamo qui di seguito quali sono i programmi più comuni che potrete trovare sulle moderne asciugatrici:

  • Cotone: considerato programma “standard”, è consigliato per i carichi prevalentemente composti da capi in cotone di uso quotidiano (magliette, pantaloni, intimo)
  • Jeans: un programma a temperatura elevata per l’asciugatura in breve tempo dei capi in jeans
  • Lana: questo ciclo, in alcuni casi approvato dal marchio Woolmark, asciuga la lana evitandone l’infeltrimento o l’eccessivo riscaldamento
  • Sintetici: normalmente questo programma è a temperatura moderata per non rovinare le fibre sintetiche o quelle high-tech dei capi sportivi
  • Misti: un ciclo ideato per asciugare uniformemente i carichi composti da capi in tessuti diversi
  • Stiratura: questo tipo di programma è pensato per ridurre al minimo le pieghe e preparare così i capi alla stiratura, che risulterà più semplice e scorrevole
  • Asciugatura delicata: questo ciclo è pensato per i capi delicati, con inserti a stampa o applicazioni che necessitano di temperature più moderate
  • Asciugatura a tempo: spesso le asciugatrici permettono di impostare semplicemente un tempo di funzionamento in combinazione con una temperatura di asciugatura
  • Ciclo ammorbidente: questo tipo di programma sfrutta il vapore prodotto dall’asciugatura per ammorbidire i capi
  • Ciclo per armadio: questo programma è pensato per quei capi, come le camicie, che vengono conservati appesi a una gruccia nel guardaroba
  • Ciclo antiallergico: questo ciclo è pensato per contribuire alla neutralizzazione degli allergeni annidati nelle fibre dei vestiti, quali acari, peli di cane o gatto e pollini
  • Ciclo peluche: come suggerisce il nome, questo ciclo permette l’asciugatura delicata e profonda dei giocattoli imbottiti
  • Ciclo trapunte e piumini: infine, e in particolare nelle asciugatrici più capienti, è possibile trovare un programma dedicato alle trapunte o alle giacche imbottite in piuma d’oca

Come nel caso delle funzioni, produttori diversi possono proporre programmi diversi, con nomi diversi. Prima di effettuare la scelta valutate quindi come sia composto il vostro bucato-tipo, ma anche quali funzioni extra possano essere per voi appetibili: ad esempio, se avete già una lavatrice con programma dedicato alle trapunte, può costituire un valore aggiunto che la vostra asciugatrice abbia a sua volta un programma dedicato a questo tipo di biancheria per la casa.

5. Prestazioni

Infine, non trascurate la lettura completa dei dati riportati in etichetta energetica: questa infatti non vi indica solamente il consumo annuo stimato dell’asciugatrice, ma anche altri dati riguardanti le prestazioni della macchina. Uno sguardo all’etichetta vi dirà subito, ad esempio, la durata del ciclo di asciugatura “standard” (normalmente quello per i capi in cotone), la classe di condensazione (riferita unicamente alle asciugatrici a condensazione) e il livello di rumorosità prodotta durante il funzionamento. Nei paragrafi precedenti abbiamo osservato nel dettaglio tutti i campi indicati nell’etichetta energetica delle asciugatrici: vediamo quali di questi valori sono significativi per comprendere l’efficienza nelle prestazioni.

Durata del ciclo

Quella indicata in etichetta energetica, come dicevamo, è solitamente la durata del ciclo di asciugatura “standard”, quello cioè che si presuppone di uso più comune: nella maggior parte dei casi, questo è il ciclo per i capi in cotone. Considerare la durata del ciclo di asciugatura è interessante per diversi motivi, a partire dal più ovvio, vale a dire sapere al momento dell’acquisto quanto velocemente saranno asciutti i panni. In questo modo si può valutare l’effettivo risparmio di tempo rispetto alla stesura tradizionale, che spesso, in particolare nei mesi freddi, può richiedere anche più di una giornata intera. In secondo luogo, le persone più sensibili al disturbo acustico possono valutare per quanto tempo saranno costrette a “sopportare” il rumore dell’asciugatrice in funzione. Infine, conoscere la durata del ciclo standard aiuta a capire anche per quanto tempo sarà necessario fare attenzione al carico energetico (ovvero a quanti altri elettrodomestici si mettono in funzione contemporaneamente), per evitare di incorrere in un blackout.
Indicativamente, un ciclo “standard” può essere in alcuni casi molto lungo, fino a quasi tre ore, o scendere, soprattutto nelle asciugatrici più moderne, anche al di sotto dei 100 minuti.

Classe di condensazione

Questa voce compare in etichetta energetica solo per le asciugatrici a condensazione, dotate cioè, come dicevamo, di una vaschetta o serbatoio per la raccolta della condensa generata dal condensatore. Poiché il vapore generato dall’asciugatura non viene espulso all’esterno dell’asciugatrice, ma può in parte rimanere nel cestello e ridepositarsi sui capi, questo indice di efficienza esprime quanta parte del vapore viene effettivamente “catturata” dal condensatore e depositata nella vaschetta sotto forma di acqua. Le classi di efficienza di condensazione vanno da A (più alta) a G (più bassa): più è alta la fascia di efficienza, maggiore è la percentuale di umidità che effettivamente viene condensata dallo scambiatore di calore, più rapida ed efficace è quindi l’asciugatura. La maggior parte delle asciugatrici a condensazione che troverete in commercio si troveranno in fascia A o B, più raramente C.
Indicativamente, la classe di efficienza di condensazione A corrisponde a circa il 90% di umidità condensata in vaschetta, mentre la classe B corrisponde a circa l’85%.

Rumorosità

Il discorso sulla rumorosità non è semplice, poiché la sensibilità personale è un fattore preminente nel determinare quanto fastidioso sia un rumore. Per questo vi invitiamo a valutare con cautela il dato sulla rumorosità espresso dall’etichetta energetica: tale rilevazione è infatti effettuata in condizioni “di laboratorio”, in cui il riverbero viene solitamente ridotto al minimo. Le condizioni di casa vostra saranno sicuramente diverse, e a seconda del mobilio, del rivestimento di pareti e pavimento, dell’ampiezza del locale in cui installerete l’asciugatrice avrete un livello di rumorosità e un grado di amplificazione del rumore certamente più elevato. Solo voi potete valutare, poi, quanto siate sensibili ai rumori e a quale tipo di rumori. Se siete particolarmente suscettibili può avere senso che cerchiate un’asciugatrice dal livello di rumore basso, e magari anche dotata di un programma silenzioso o di particolari sistemi di abbattimento del rumore e delle vibrazioni; in tutti gli altri casi il fattore rumorosità è abbastanza trascurabile. La variabilità tra i modelli attualmente in commercio è anche abbastanza contenuta: le asciugatrici più silenziose si attestano sui 60 dB circa mentre le più rumorose arrivano oltre i 70 dB.


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E, questa volta, ha coinvolto la bellissima Diletta Leotta, protagonista assoluta dell’ultimo spot TV a marchio U-Power.

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Come gasare l’acqua comodamente a casa risparmiando tempo, peso e plastica

Molte persone amano bere l’acqua gassata perché fa bene al palato e alla digestione, ma il fatto di poterla reperire solamente in bottiglie di plastica costituisce un serio problema per il nostro pianeta. Esiste però una soluzione efficace, per limitare lo spreco di plastica, senza rinunciare alla frizzantezza delle bollicine: il gasatore per acqua domestico.

Acqua gasata in casa con il gasatore: come funziona?

Con il gasatore per acqua si può utilizzare l’acqua del rubinetto per ottenere una bevanda con le bollicine, a seconda delle preferenze: leggermente gassata, con gasatura media o molto frizzante. Un piccolo elettrodomestico che rende effervescente l’acqua del rubinetto, rispettando i gusti di tutta la famiglia. Ma come funziona?

Il gasatore domestico, detto anche saturatore, carbonatore o gassificatore per acqua, può essere collegato alla corrente elettrica oppure funzionare senza elettricità, per una soluzione ancora più ecologica e attenta all’ambiente.

Qualsiasi sia la sua alimentazione, il gassificatore è composto da un corpo centrale, una cartuccia di CO2 e una bottiglia.
Il funzionamento di un gasatore per l’acqua di casa è estremamente semplice ed intuitivo: basta riempire la bottiglia, inserirla nel corpo della macchina e premere il pulsante di gasatura, scegliendo la quantità di bolle desiderate. Un ottimo modo per avere acqua effervescente, riducendo i consumi e l’inquinamento.
L’anidride carbonica, che serve per creare le tipiche bolle dell’acqua frizzante, ha anche il vantaggio di inibire lo sviluppo di batteri, rendendo possibile bere anche acqua non filtrata. Utilizzare un gasatore per l’acqua del rubinetto, quindi, non presenta controindicazioni, vista la buona qualità dell’acqua che arriva nelle nostre case.
La bottiglia di un gassificatore, inoltre, può essere di plastica o di vetro, con diverse capacità di litraggio. La caraffa in vetro è sicuramente più vantaggiosa: può essere lavata direttamente in lavastoviglie e non ha un ciclo di vita determinato, come quella in plastica.

Scegliere un gassificatore per acqua con la bottiglia in vetro ed alimentazione senza elettricità permette di essere ancora più attenti all’ambiente. Per questo tutti i gassificatori SodaStream sono perfetti per proteggere l’ambiente riducendo l’inquinamento e lo spreco di milioni di bottiglie di plastica, senza rinunciare ad un design moderno e curato.

Vantaggi del gasatore per l’acqua del rubinetto

Con il gasatore per acqua si hanno numerosi vantaggi, da quelli economici e ambientali, a quelli per la salute.
Il risparmio economico è sicuramente il beneficio più evidente. Oltre al gasatore e ad eventuali accessori quali le cartucce, infatti, non si dovranno effettuare ulteriori acquisti. Non sarà più necessario acquistare ingombranti bottiglie di plastica al supermercato, pur non rinunciando a dell’ottima acqua frizzante.
Di conseguenza l’impatto ambientale è limitato, perché le bottiglie di acqua gasata non devono essere smaltite nelle stesse quantità. Un taglio netto alla produzione, al trasporto e allo smaltimento della plastica, che si limita al riciclaggio delle caraffe, se in plastica, e del gasatore, che può essere gestito dalle isole ecologiche.
Un ulteriore beneficio riguarda la salute: l’anidride carbonica igienizza l’acqua, rendendola più sicura per l’uomo, vantaggio non indifferente per le famiglie con bambini.
Infine, vi sarà un minor ingombro di spazio. Il gasatore, specialmente nei modelli più piccoli, ha bisogno di poco spazio per essere utilizzato, a differenza delle bottiglie di acqua che devono essere stivate in casa. I gasatori SodaStream possono essere sistemati in cucina, su un ripiano o dove si preferisce: occupano lo spazio di una bottiglia e sintetizzano eleganza e stile che si adattano a tutte le tipologie di arredamento.

Fonte www.sodastream.it